Il consigliere spirituale di Trump identifica la cattiva condotta sessuale con il Jaywalking

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Mark Burns, un pastore della Carolina del Sud che funge da consigliere spirituale di Donald Trump, ha offerto una sorprendente difesa teologica della storia di cattiva condotta sessuale dell’ex presidente in una recente intervista con The New Yorker. Piuttosto che negare le accuse o minimizzarne la gravità, Burns ha sostenuto che il perdono divino rende le azioni passate di Trump irrilevanti per la sua attuale legittimità politica.

L’intervista, condotta con lo scrittore del New Yorker Isaac Chotiner, ha evidenziato un netto contrasto tra le sentenze legali secolari e il quadro religioso di Burns. Mentre Trump è stato ritenuto responsabile di aver abusato sessualmente della scrittrice E. Jean Carroll e deve affrontare le accuse di dozzine di altre donne, Burns sostiene che queste questioni riguardano Dio, non l’elettorato o i tribunali.

Una teologia dell’indifferenza

Il nucleo dell’argomentazione di Burns si basa sull’idea che tutti gli esseri umani sono imperfetti, ma che il giudizio divino sostituisce la moralità umana. Quando Chotiner ha notato che Burns sembrava accettare la premessa secondo cui Trump aveva commesso questi atti ma credeva che “Dio opera in modi misteriosi”, Burns ha ampliato il campo di applicazione per includere tutti, compreso l’intervistatore.

“Penso che si potrebbe dire di tutti noi”, ha risposto Burns. “Ci sono cose che hai fatto per cui preghi Dio che non diventino mai una storia del New Yorker.”

Chotiner si oppose, distinguendo tra difetti privati ​​e comportamenti pubblici predatori. Ha sottolineato di non aver afferrato le donne contro la loro volontà, di non essersi vantato di averlo fatto o di essersi impegnato in una retorica razzista. Burns ha risposto invocando una “scala mobile” del peccato, tracciando un controverso parallelo tra mancanze morali e infrazioni civili.

Equiparare la gola all’omicidio

L’affermazione più provocatoria di Burns era che, agli occhi di Dio, c’è poca distinzione tra trasgressioni minori e crimini atroci. Sosteneva che mentre la legge umana considera l’omicidio molto più grave dell’ingiustizia o della gola, la legge divina considera tutti i peccati allo stesso modo.

“La gola è un peccato tanto quanto l’omicidio”, ha affermato Burns, suggerendo che, poiché Dio è un “Dio del perdono”, le azioni passate di Trump non lo squalificano dalla leadership. Questa prospettiva di fatto disaccoppia la responsabilità morale dalle conseguenze politiche, sostenendo che finché un individuo si pente, la sua storia viene annullata nel regno spirituale.

Le implicazioni politiche

Burns ha esteso questa posizione teologica all’arena politica, affermando che gli elettori americani hanno già emesso il proprio verdetto. Ha affermato che, poiché Trump è stato eletto due volte (e potenzialmente una terza volta, secondo i suoi sostenitori), l’elettorato ha implicitamente accettato che il suo passato “non ha molta importanza”.

Il pastore ha concluso sottolineando il pentimento piuttosto che la punizione. Ha osservato che Trump attualmente non è impegnato nei comportamenti di cui è stato accusato in passato, il che implica che la condotta attuale supera la cattiva condotta storica.

“Ciò che conta è questo: stiamo parlando del fatto che non importa ciò che il presidente Trump ha fatto in passato, purché si sia pentito e abbia chiesto perdono”, ha detto Burns.

Perché è importante

Questo scambio rivela una spaccatura sempre più profonda tra gli standard secolari di responsabilità e le giustificazioni religiose utilizzate da alcuni alleati politici. Equiparando la violenza sessuale e la diffamazione alla “gola”, Burns sfida la comprensione convenzionale della gerarchia morale. Questa impostazione solleva interrogativi significativi sul ruolo dell’ideologia religiosa nella difesa politica, suggerendo che per alcuni sostenitori l’assoluzione teologica è uno scudo sufficiente contro il controllo legale ed etico.

In definitiva, i commenti di Burns sottolineano una strategia di deviazione spirituale, in cui l’attenzione si sposta dalla gravità delle accuse alla promessa della misericordia divina, lasciando il giudizio secolare come secondario rispetto alla convalida basata sulla fede.