L’attesissimo adattamento cinematografico di Wicked ha finalmente rivelato chi interpreta Dorothy Gale: l’attrice britannica Bethany Weaver. Eppure, la decisione di tenere il viso nascosto e di alterare un elemento chiave del suo aspetto – le pantofole color rubino – ha suscitato curiosità. I cambiamenti non sono arbitrari; derivano da una scelta artistica deliberata e da complesse considerazioni sul copyright.
Mantenere Dorothy anonima
Il regista Jon M. Chu evita intenzionalmente di mostrare direttamente il volto di Dorothy. Ciò rispecchia il musical originale di Broadway, in cui Dorothy non appare sul palco, mantenendola come una leggenda fuori dal palco.
“Voglio che la Dorothy di tutti sia la loro Dorothy,” ha spiegato Chu. “Non voglio calpestarlo.”
L’intento è quello di preservare l’universalità del personaggio iconico. Tenendo nascosto il suo volto, il film evita di imporre un’unica interpretazione, consentendo al pubblico di proiettare la propria visione di Dorothy sul ruolo. Ciò mantiene anche l’attenzione saldamente sulla narrativa centrale di Elphaba e Glinda.
Il passaggio dal rubino all’argento
Il cambiamento visivo più sorprendente riguarda le calzature di Dorothy. Invece delle famose pantofole color rubino indossate da Judy Garland nel film del 1939, Dorothy di Weaver sfoggia scarpe argentate. Questa non è solo una preferenza estetica. Il romanzo originale di L. Frank Baum, Il meraviglioso mago di Oz (1900), descriveva le pantofole come argento. Il colore rosso rubino è stato introdotto nell’adattamento cinematografico per sfruttare l’allora nuova tecnologia Technicolor.
Il costumista Paul Tazewell ha deciso di tornare alla rappresentazione originale di Baum per garantirne l’autenticità. Tuttavia, una ragione meno discussa è legale: il film Il mago di Oz del 1939 rimane protetto da copyright. Ritornando alle scarpette d’argento del libro, i realizzatori evitano di violare gli esclusivi dettagli visivi del film.
Perché è importante
Queste scelte evidenziano il delicato equilibrio tra onorare il materiale originale, rispettare le aspettative del pubblico e gestire i diritti di proprietà intellettuale. Il volto oscurato di Dorothy mantiene la qualità mitica del personaggio, mentre le scarpette d’argento riconoscono le origini del libro evitando le questioni legali. Gli adattamenti di Wicked dimostrano che anche i dettagli apparentemente minori possono essere caricati di significato artistico e pratico.
L’approccio del film suggerisce un’attenta considerazione del modo in cui vengono presentati i personaggi iconici, garantendo che la storia rimanga fedele alle sue radici e proteggendola allo stesso tempo dalle sfide legali.


































