I Deepfake AI e la lotta per il consenso digitale: l’avvertimento urgente di Paris Hilton

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La recente apparizione di Paris Hilton a Capitol Hill non riguardava la moda o i pettegolezzi sulle celebrità; si è trattato di un duro avvertimento sulla crescente minaccia dei deepfake IA non consensuali, che prendono di mira in particolare donne e ragazze. Hilton ha sfruttato il suo trauma passato – la pubblicazione non autorizzata di un video personale quando aveva 19 anni – per sottolineare i pericoli di una tecnologia che ora consente la creazione di milioni di immagini e video di sfruttamento con una facilità spaventosa. Questo non è semplicemente un problema di privacy; è una nuova forma di abuso digitale.

Il DEFIANCE Act e il panorama giuridico

La tempistica dell’azione di sostegno di Hilton coincide con l’approvazione da parte del Senato del DEFIANCE Act, uno sforzo bipartisan progettato per offrire alle vittime della pornografia deepfake generata dall’intelligenza artificiale un ricorso legale. Per la prima volta, le persone vittime di deepfake non consensuali possono citare in giudizio creatori e distributori. Si tratta di un passo avanti fondamentale, poiché le leggi esistenti hanno faticato a tenere il passo con la rapida evoluzione di questa tecnologia.

La storia personale di Hilton evidenzia la mancanza di tutele legali in passato. Ha descritto come, all’inizio degli anni 2000, non c’erano “parole” per definire cosa le era successo quando il suo video privato era trapelato. Ora, la scala è cambiata: Hilton afferma che esistono online oltre 100.000 deepfake sessualmente espliciti, tutti creati senza il suo consenso.

La portata del problema: un'”epidemia”

La questione non riguarda solo le celebrità. La ricerca indica un modello profondamente distorto: un’analisi del 2019 ha rilevato che il 96% dei video deepfake erano pornografici e circa il 90% di quelli avevano come target donne. Il problema sta accelerando, con gruppi per la sicurezza infantile come il Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati che segnalano un aumento dei casi legati all’intelligenza artificiale generativa e allo sfruttamento sessuale minorile.

Ciò è dovuto alla facilità con cui immagini e video possono essere manipolati utilizzando strumenti come Sora e ChatGPT. Ora è sufficiente una singola foto disponibile al pubblico per consentire agli autori malintenzionati di creare contenuti deepfake, rendendo il consenso digitale più importante che mai.

Cosa devono sapere i genitori

Le implicazioni pratiche per i genitori sono chiare: il panorama digitale è cambiato. Il tradizionale “discorso sugli uccelli e le api” deve ora includere conversazioni esplicite su immagini modificate dall’intelligenza artificiale, consenso digitale e impostazioni sulla privacy. I bambini e gli adolescenti devono capire che foto e video online possono essere manipolati a loro insaputa o senza il loro permesso.

Il messaggio di Hilton è diretto: “Nessuna somma di denaro o avvocati” proteggerà pienamente le vittime se non saranno adottati gli strumenti legali e tecnologici per combattere questo abuso.

Non si tratta solo di prevenire lo sfruttamento; si tratta di preparare una generazione per un mondo in cui la realtà digitale è sempre più indistinguibile dalla verità. La lotta per il consenso digitale è ormai una questione di sicurezza pubblica.