Per molti spettatori, il personaggio di Cassie Howard in Euphoria della HBO è fonte di frustrazione o confusione. I suoi sbalzi d’umore, le decisioni sessuali impulsive e la disperata ricerca dell’attenzione maschile spesso lasciano il pubblico a chiedersi: “Perché si comporta così?”
Tuttavia, attraverso la lente del Disturbo Borderline di Personalità (BPD), questi comportamenti si trasformano da inspiegabile “follia” in una rappresentazione viscerale e straziante di un meccanismo di sopravvivenza.
I modelli del disturbo borderline di personalità
Sebbene sia immorale dal punto di vista medico diagnosticare un personaggio immaginario, i comportamenti mostrati da Cassie rispecchiano diversi criteri diagnostici fondamentali per il BPD. Per coloro che convivono con il disturbo – o quelli in fase di recupero – le sue azioni non sono solo punti della trama; sono modelli riconoscibili di lotta psicologica.
L’arco narrativo del personaggio evidenzia diversi sintomi chiave del disturbo:
- Disregolazione emotiva estrema: Cassie raramente esiste in una via di mezzo. O sta vivendo emozioni con un’intensità molto più elevata di quelle che la circondano oppure è completamente “spenta”.
- Dissociazione: Quando il peso emotivo diventa troppo pesante, spesso i personaggi sembrano “sciogliersi” o disconnettersi dalla realtà. Questo è un meccanismo di difesa biologica: quando la mente non può sfuggire a una minaccia, lascia il corpo.
- Paura dell’abbandono: Gran parte del comportamento di Cassie è guidato da uno sforzo intenso, spesso frenetico, per evitare il rifiuto. Ciò può manifestarsi come “misure estreme” per mantenere qualcuno vicino, anche a costo della propria dignità o dei propri valori.
- Impulsività e indegnità: la tendenza a confondere l’essere desiderati con l’essere amati spesso porta a decisioni impulsive, come perseguire il partner di un amico, nel tentativo di convalidare la propria dignità.
- Autolesionismo come gestione del dolore: Nei momenti di crisi, i comportamenti autodistruttivi (come la scena che coinvolge un cavatappi) servono come un modo per esternare o gestire l’agonia psicologica interna.
Dal giudizio all’empatia
La reazione culturale a Cassie spesso tende al giudizio. Quando gli spettatori vedono la sua volatilità, l’istinto è spesso quello di etichettarla come “pazza” o “tossica”.
Tuttavia, considerare queste azioni come comportamenti di gestione del dolore cambia la narrazione. Ciò che sembra caos è spesso un tentativo disperato di regolare una travolgente tempesta interna. Per quelli con disturbo bipolare, questi comportamenti non sono scelti per eccitazione; sono abituati a navigare in un mondo che sembra fondamentalmente insicuro e rifiutante.
L’importanza del contesto
Comprendere i meccanismi del BPD fornisce un ponte cruciale tra lo spettatore e il personaggio. Sposta la conversazione da una critica del comportamento al riconoscimento della sofferenza.
Invece di chiedere perché qualcuno si comporta in modo “pazzo”, dovremmo chiederci quanto dolore deve provare per rendere necessarie reazioni così estreme.
Conclusione
Riconoscendo i modelli clinici dietro comportamenti intensi e autodistruttivi, possiamo spostare la nostra prospettiva dal giudizio all’empatia, vedendo il profondo dolore umano che spesso guida tali azioni.




























